Mauro Mari
Assessore all’Agricoltura della Provincia di Pistoia

Non credo di avere da concludere niente, perché quanto fatto in questi giorni è semplicemente una tappa di un lavoro e pertanto non ci può essere una conclusione definitiva. Posso però dire che il livello delle relazioni dei partecipanti è stato molto articolato e importante e sarà di ispirazione al futuro lavoro che l’Amministrazione Provinciale di Pistoia, che assieme agli imprenditori e alle Associazioni di categoria, dovrà svolgere durante gli anni che ci separano dal prossimo appuntamento di “Vestire il Paesaggio”. Credo di poter dire che l’obiettivo è risultato essere chiaro ed ha aperto le argomentazioni su un campo molto importante legato all’imprenditoria del verde pistoiese, quello del rapporto fra la salute e l’uomo. In merito a tutto ciò abbiamo potuto comprendere quanto ci sia ancora da fare per poter portare, ancora con più incisività e correttezza, la produzione e la qualità vivaistica pistoiese assieme a tutte le sue eccellenze, alla consapevolezza del più ampio spazio conoscitivo possibile iniziando proprio da quello strettamente locale. L’Avvocato Ballotti ha ulteriormente stigmatizzato questo aspetto ricordando quante poche persone conoscono Pistoia, molti intervenuti hanno fatto presente che innumerevoli operatori del settore intesi come architetti, geometri e ingegneri, non conoscono sufficientemente la produzione vivaistica Pistoiese e le sue grandi possibilità di inserimento all’interno di una qualsivoglia progettazione aperta alla corretta realizzazione di un “villaggio umano”. Personalmente sono d’accordo con l’intervento effettuato dal Dott. Marco Cei alla biblioteca San Giorgio durante il quale è stato sostenuto che non è la pianta verde che fa la qualità della vita, è l’idea che abbiamo noi di vita che ci fa recuperare un rapporto con il verde. Facendo seguito ad un ulteriore intervento storico dell’Avvocato Ballotti che si è concentrato sul periodo etrusco, civiltà fortemente radicata sul nostro tessuto regionale, si capisce come, seppure osteggiati dai romani, anche in antichità nei nostri luoghi si sia cercato di far radicare una concezione del verde molto particolare e vicina alla vita di tutti gli abitanti. Gli Etruschi, infatti, tenevano in alta considerazione l’aspetto legato al verde ed ogni due tre anni solevano ritrovarsi all’interno di un bosco – la Selva di Lamone, appena fuori dai confini toscani, per celebrare un evento civico-religioso di grande importanza e discutere delle problematiche societarie della loro civiltà tenendo sempre  presente che per loro quasi tutte le attività operanti all’interno della loro comprensorio sociale erano in diretto contatto con il mistero del “verde”. Nel bosco ritrovavano la propria anima, interpellavano se stessi, assumevano decisioni importanti, ci vivevano tutte le loro realtà, riuscivano ad ascoltare e farsi ascoltare compiutamente. Queste realtà storiche, nei nostri luoghi, sono sempre esistite; la storia ha fatto il suo corso ma la Toscana, anche sotto domini diversi, come i Lorena, è sempre stata sensibile al richiamo del verde non solamente finalizzato a se stesso ma fortemente inserito nel tessuto sociale. Il verde è quindi divenuto, soprattutto da noi, un modo per poter produrre, per realizzare , per commerciare, per fare economia ma non solo, infatti non ci siamo accontentati di tutto ciò ma abbiamo voluto produrre verde per riuscire a cercare di leggere meglio di che cosa ha bisogno l’uomo di oggi, per ripensare il proprio modo di vivere e con il verde dare un supplemento di anima al “villaggio dell’uomo”. Per non concludere vorrei che il mio intervento fosse un ringraziamento a chi insieme alla Provincia di Pistoia ha cofinanziato e coorganizzato l’evento : la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, la Regione Toscana, gli imprenditori dei vivai che si sono impegnati strenuamente contribuendo all’allestimento e collaborando alla programmazione della manifestazione sotto ogni punto di vista. Un particolare grazie agli sponsor e alle ditte che hanno esposto i loro prodotti. Il sindaco di Quarrata paragonava la nostra esperienza ad una nave e rifacendosi a famose citazioni, diceva che per stare sull’acqua le navi hanno bisogno di solidi piedi di cedro. La nostra Città ha dimostrato di averli e con questi presupposti andremo alla realizzazione della prossima edizione di “Vestire il Paesaggio” e fiduciosi nel nostro lavoro cercheremo di poter dare, se possibile, ancora di più impegnandosi a lavorare strenuamente al fianco di tutte le realtà presenti sul nostro territorio.

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