IL VERDE PERIURBANO IN MAROCCO: DALLA RIQUALIFICAZIONE PAESAGGISTICA DELLA VALLE DEL FIUME BUFERKRANE ALLA CINTURA VERDE DI MEKNES

Iman Meriem Benkirane Ecole National Architecture, Rabat (Marocco)

Valerio Morabito – Giampiero Donin Università Mediterranea, Reggio Calabria

Lorenzo Mini, Antonio Gabellini, Francesca Menchi Dream Italia S.C. – Pistoia
Utilizzare il concetto di paesaggio codificandone regole di comportamento, è la fase del lavoro da svolgere prima di potere proporre un progetto di architettura del paesaggio come forma espressiva della trasformazione di un territorio. Darsi delle regole di progetto e quindi creare una idea di paesaggio, conferma l’esigenza di separare il concetto che vuole il paesaggio come una generica espressione culturale legata alle persone che vivono un luogo, per applicarlo fattivamente così come in qualunque altra arte che decida di modificare qualcosa: una tela, un colore, una materia, uno spazio, un suono, dei costrutti grammaticali e altro ancora. Nell’esigenza di dovere intervenire in un luogo come la città di Meknes in Marocco, in modo specifico prima lungo la valle del fiume Bouferkrane e successivamente lungo la fascia a sud per creare una nuova cintura verde, le regole da noi utilizzate codificano le linee e gli elementi strutturanti del territorio già esistenti, per dare loro un nuovo significato. Le strade, i piccoli orti, il frutteto a nord, la piccola linea di acqua che percorre la valle, la grande cava a sud, sono stati gli elementi fondamentali per strutturare la strategia di riqualificazione del complesso sistema della valle. Non si è fatto un intervento puntuale con elementi episodici ma, utilizzando elementi nuovi connessi inscindibilmente con gli elementi esistenti, si è tentato di creare una logica del paesaggio coerente e fluida. La cintura verde si estende su uno dei luoghi più fertili della città. Seguendo la stessa logica, si è deciso perciò di
incrementare e trasformare la qualità agraria cingendola di “spazi lineari” formati da sistemi di alberature: le nuove cinture verdi. Questa continuità spaziale ha permesso di lavorare sulle forze sia economiche che spaziali del luogo, garantendo un nuovo sviluppo senza stravolgerne le consuetudini culturali e fisiche. In sintesi, il primo progetto di paesaggio rivolto alla valle del fiume Bouferkrane e il secondo che si identifica nella proposta di nuova cintura verde per la città di Meknes, creano una continuità sia spaziale che culturale, tendendo a riattivare micro forze economiche che operano attivamente nel campo dell’agricoltura a piccola scala, mantenendo così i punti di forza e i caratteri morfologici essenziali del territorio. Mantenere i caratteri fondamentali dell’area non è una indulgenza “romantica” o “accademica”, ma la consapevolezza di poterli utilizzare per innescare forti cambiamenti con innovative strategie di trasformazione, tra le quali quelle di investire economicamente sulle piccole realtà imprenditoriali presenti. La valle è stata quindi la prima “cintura” naturale con due importanti funzioni: la prima come area di transizione tra urbanizzato ed “area verde”, l’altra quale barriera contro l’uniformità della città. Ai giorni nostri la sua presenza in un’area urbana costituisce una rarità. Ciò è potuto avvenire grazie alla protezione di cui è stata oggetto da parte dei piani di sviluppo. Un punto di forza del primo progetto è stata la riqualificazione della cava presente lungo l’Oeud Boufekrane. La proposta di una sua trasformazione in un parco acquatico viene colta anche dal progetto paesaggistico della cintura verde, in quanto metà della cava ricade nel secondo progetto e costituisce l’opportunità di un rinnovamento urbano lungo le sue rive. I due progetti sono quindi accomunati da un uguale sentire di conservazione ambientale, mantenimento della redditività, sostegno sociale, educativo e l’implementazione delle attività del tempo libero.

CARATTERISTICHE ABIOTICHE E BIOTICHE DELLA AREA DI STUDIO
Le temperature sono elevate durante tutto l’anno mai inferiori ai 10°C e la media annua è di 17,3°C. Luglio e Agosto sono i mesi più caldi, Gennaio e Febbraio quelli più freddi. Le precipitazioni annuali sono basse ma non scarse (580 mm circa), praticamente assenti durante il periodo estivo e concentrate da novembre ad aprile con un picco in dicembre. L’eliofania è costituita da una media annua di 2.958 ore di sole all’anno. L’umidità atmosfera è elevata con valori annui di umidità relativa pari al 67%. Si tratta di un’area collinare con versanti molto dolci idonei ad una agricoltura intensiva. Fanno eccezione i fiumi prevalentemente incassati in gole profonde e ripide; spesso, in passato, siti di cava, oggi allagati nella stagione piovosa.I suoli sono prevalentemente profondi. Nella porzione  Nord-Est sono tendenzialmente argilloso limosi con buon contenuto di calcare, mentre in quella Sud-Ovest sono sabbiosi e privi di calcare. L’area è caratterizzata da zone agricole intensive (70% circa della superficie) prevalentemente irrigue e di piccole dimensioni spesso separate da elementi lineari, quali strade secondarie, siepi a fico d’India, euforbia e agave americana (Agave americana L.), muretti a secco e filari di alberi spesso cipresso comune e eucalipti. Gli elementi lineari sono una peculiarità del mosaico paesaggistico esistente in quest’area. Ai seminativi si alternano spesso piccoli appezzamenti di oliveto, vigneto e frutteti a mandorlo o pesco. Le piante di olivo, caratteristiche ed importanti commercialmente per la regione di Meknes, possono costituire anche corti filari, a chiusura dei campi, o alberi isolati. Gli orti familiari sono molto importanti e sono ubicati in prossimità dei fiumi e delle abitazioni. Il pascolo è poco diffuso. Armenti poco numerosi sono relegati nelle aree marginali. Il bosco è limitato a piccoli appezzamenti nella parte Sud Est dell’area, in prossimità del fiume.

LA PROPOSTA PROGETTUALE
La sistemazione della nuova vegetazione, discende dalla volontà di ricostituire habitat naturali di grande rilevanza ecologica (Maire 1926) in forte contrazione o molto alterati come i boschi ripari (Rejdali & Heywood 1991) o le siepi camporili, seguendo e soddisfacendo contemporaneamente la riqualificazione paesaggista del territorio. Grande importanza è stata data all’impiego di specie vegetali autoctone (Bertrand 1991).
Nel complesso si è mirato a raggiungere i seguenti obiettivi:
– Costituzione di ripisilve lungo i tre affluenti dell’Oued Boufekrane.
– Costituzione di alberate lineari.
– Costituzione di siepi camporili.
– Costituzione di boschi di sclerofille e caducifoglie e di pinete.
– Costituzione di filari di eucalipto e di estensioni importanti di colture agrarie arboree come oliveti o frutteti: pomai, mandorleti. I filari di eucalipto sono concepiti a perimetro delle seconde.
– Piante isolate su vertici di visuale.
Le specie sono state scelte per valorizzare il progetto di riqualificazione paesaggistica di questa porzione del territorio di Meknes ottimizzandone l’aspetto ecologico ed economico. Scegliendo piante adeguate alle singole situazioni: suoli diversi per riserva idrica, tessitura e reazione chimica, e ricorrendo spesso ad essenze autoctone (presenti in Marocco) o da tempo acclimatate si sono contenuti i costi di approvvigionamento, di impianto e di manutenzione, garantendone, nel contempo, l’attecchimento. Nel rispetto delle caratteristiche agronomiche, ecologiche e paesaggistiche si è operato come sintetizzato nei punti che seguono.
– Fatta eccezione per la ricostituzione di boschi ripari, sono state scelte piante resistenti allo stress idrico estivo, alla forte ventosità.

– Sono state preferite piante arboree capaci di produrre frutti utili all’alimentazione umana o materiali commerciabili.
– Nella realizzazione delle fasce e dei filari, di grande valenza paesaggistica ed ecologica, sono state preferite generalmente piante a rapido accrescimento.
– Sono state proposte specie capaci di abbattere il carico d’inquinanti presenti nell’aria, resistenti ai parassiti comuni e/o prive, al momento, di gravi e letali malattie specifiche.
– In particolari ambiti sono state utilizzate piante di grande valenza estetica per realizzare punti di attrazione visiva o qualificare centri di aggregazione sociale.
– E’ stato cercato un adeguato impatto cromatico utilizzando piante sia sempreverdi, che a foglia caduca, anche con bella fioritura.
Sulla scorta di quanto evidenziato nei punti precedenti sono state individuate specie diverse per grandezza, ecologia, durata, velocità di crescita. La scelta di piante che a maturità siano di diversa taglia è importante per aumentare il valore paesaggistico del territorio ed è imprescindibile per avere una maggiore strutturazione verticale della vegetazione e quindi aumentarne la valenza ecologica. Entrando nel particolare circa l’utilizzo di alcune specie si può evidenziare come le salicacee siano state proposte solo in prossimità dei fiumi, la sughera solo sulle sabbie decalcificate; il leccio, la quercia coccifera e le sclerofille sono da impiegare nei pochi suoli superficiali con elevato contenuto di calcare. Le alberature lineari sono da realizzare in presenza di suoli profondi con funzione frangivento. Le siepi di fico d’India e euforbia sono da utilizzare per regolare il pascolo e suddividere proprietà diverse. Le specie longeve, spesso a lento accrescimento, (carrubo, sughera, leccio, cipresso, olivo, bagolaro) garantiranno, in futuro, la presenza di piante vetuste. L’abbinamento di queste specie con quelle a rapido accrescimento (salicacee, eucalipto, platano, pini e noce) garantisce una rapida realizzazione del progetto e, nel contempo, una forte diversificazione vegetale destinata ad aumentare la biodiversità di Meknes, accogliendo, nel tempo, altre specie animali e vegetali.

Ricostituzione delle selve riparie
Pioppo bianco (Populus alba L.), pioppo nero (Populus nigra L.), salice bianco (Salix alba L.), ontano nero (Alnus glutinosa Gaert.), frassino meridionale (Fraxinus oycarpa Bieb.), oleandro (Nerium oleander L.), sambuco nero (Sambucus nigra L.), biancospino (Crataegus monogyna Jacq.), salice rosso (Salix purpurea L.).

Alberatura lineari
Noce (Juglans regia L.), cipresso (Cupressus sempervirens L.), bagolaro (Celtis australis L.), carrubo (Ceratonia siliqua L.), platano (Platanus orientalis L.).

Siepi camporili
Fico d’India (Opuntia ficus-indica (L.) Miller), euforbia (Euphorbia officinarum L. ssp. echinus (H. & C.) Vindt), biancospino, quercia spinosa (Quercus coccifera L.), fillirea (Phillyrea latifoglia L., P. angustifolia L.), lentisco (Pistacia lentiscus L.), alaterno (Rhamnus alaternus L.).

Boschi
Pino domestico (Pinus pinea L.), Pino delle Canarie (Pinus canariensis Sweet), carrubo, olivo (Olea europea L.), eucalipto (Eucalyptus sp.pl.), leccio (Quercus rotundifolia Lam.) e sughera (Q. suber L.).

Alberate composte
Esternamente eucalipto o carrubo e internamente olivo, mandorlo (Prunus dulcis (Miller) D. A. Webb), pero (Pyrus communis L.), melo (Malus domestica Borkh.) allevati alti ad albero.

Piante isolate
Carrubo, tamarindo (Tamarindus indica L.), canforo (Cinnamonum camphora (L.) Steb.), leccio e sughera.

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