Capitali Europee del verde: esempi da seguire

Nell’ultima edizione di Leggere la Città, la manifestazione organizzata dal Comune di Pistoia nel periodo primaverile, tra gli interventi più seguiti vi è stato quello dell’Architetto Andreas Kipar, il quale si occupa della pianificazione e progettazione paesaggistica e lavora per un importante studio, LAND (Landscape Architecture Nature Development) con sede principale a Milano. Nella sua relazione Kipar ha posto l’attenzione su tre elementi che creano paesaggio: accessibilità, accoglienza e vivibilità. Da qui consegue la necessità di coltivare: relazioni, socialità ed identità, se si vuol rendere un territorio paesaggio. Com’è ormai noto Pistoia sarà nel 2017 Capitale Italiana della Cultura, ma l’obiettivo non è esserlo solo nel 2017, ma esserlo per il futuro. Questo scopo potrebbe essere raggiunto se si riuscisse a coltivare i tre elementi sopra elencati: relazioni, socialità ed identità. Il traguardo, ancora più ambizioso per Pistoia, viste le proprie peculiarità, la propria economia e la produzione che la distinguono da altre realtà, sarebbe divenire Capitale Europea del Verde. Recentemente la Commissione europea ha annunciato le città finaliste che avanzeranno alla fase conclusiva per la selezione della “Capitale verde” d’Europa nel 2018 ed anche della competizione per il titolo di “Foglia verde europea 2017” (quest’ultima rivolta alle città con una popolazione compresa fra 50 e 100.000 abitanti). Non solo, da poco sono state proclamate le vincitrici. Per la Capitale verde europea le finaliste erano le città di: ‘S-Hertogenbosch nei Paesi Bassi, Nijmegen nei Paesi Bassi e Umeå in Svezia. Per la Foglia verde europea le cittadine di: Cornelia de Llobregat (Spagna), Galway (Irlanda) e Mikkeli (Finlandia). Le città prescelte sono state decise da una giuria di dodici esperti. Le sei città finaliste hanno dovuto presentare la loro visione del futuro, compreso il loro ruolo di ambasciatrici e promotrici di buone pratiche per l’ambiente. Karmenu Velia, commissario europeo per l’Ambiente, ha detto che le città candidate “possono diventare veri e propri modelli per un futuro sostenibile, mostrandoci come possiamo rendere le città luoghi migliori per vivere”. Ma vediamo le caratteristiche di queste città, che hanno permesso di arrivare alla finale e solo a due di queste di classificarsi vincitrici. ‘S-Hertogenbosch (Paesi Bassi) si trova tra Amsterdam, Anversa, Breda e Tilburg. Con oltre 150.000 abitanti, il comune utilizza la pianificazione intelligente per ridurre l’impatto ambientale dei nuovi sviluppi edificativi, limita il traffico nel centro della città e incoraggia l’uso di veicoli elettrici attraverso lo sviluppo di infrastrutture di ricarica. Nimega (Paesi Bassi) si trova sul fiume Waal, tra colline e foreste. Si tratta di una città di studenti con più di 170.000 abitanti. Costruire un ambiente di vita sostenibile è primario per il Comune: la salute e l’innovazione sono le priorità. La città, che si muove verso un’economia circolare, sfrutterà l’energia rinnovabile con un nuovo quartiere ad alta efficienza energetica collegato a una rete di recupero del calore residuo. La cooperativa energetica locale sta progettando la costruzione di quattro turbine eoliche. Umeå (Svezia) si trova nel nord della Svezia, con una popolazione in crescita di 120.000 abitanti. Si tratta di un centro internazionale per la ricerca e l’istruzione. La città, che ha avuto il titolo del 2014 di capitale europea della cultura, ha investito in infrastrutture verdi, come un sistema energetico comunale basato sulla cogenerazione. Il consiglio comunale ritiene che. con una popolazione in crescita, il successo di Umeå sia costituito dalla sostenibilità sociale ecologica ed economica. Cornellà de Llobregat (Spagna) è una città di circa 86.000 abitanti situato all’interno dell’area metropolitana di Barcellona. Dovendo fronteggiare gli effetti collaterali del traffico pesante e della mancanza di aree verdi, la città ha deciso di implementare diversi progetti ambientali.Tra di essi un piano per migliorare l’equilibrio della città e del territorio attraverso la definizione di zone verdi all’interno e intorno alla città. Galwav (Irlanda) è una città portuale sulla costa occidentale della Repubblica d’Irlanda con 75.000 abitanti. Nel 2015, la città ha lanciato la sua visione per il 2025 “Verso una strategia sostenibile culturale per Galway”. L’ambizione di Galway è di diventare un modello di sostenibilità economica, responsabilità ambientale, salvaguardia del patrimonio culturale, innovazione artistica, partecipazione della comunità e inclusione sociale. Mikkeli (Finlandia) si trova nella Finlandia orientale, a 240 km da Helsinki, con una popolazione di circa 55.000 persone. La città si propone di promuovere un ambiente urbano sano ed ecologicamente sostenibile, concentrandosi su quattro dimensioni fondamentali: conservazione dell’acqua pulita; promozione delle fonti energetiche rinnovabili, in particolare delle bioenergie; integrazione delle tecnologie pulite nella gestione dei rifiuti; e sistematica implementazione di soluzioni digitali. Negli scorsi anni le città che hanno ottenuto il riconoscimento di European Green Capital sono state: Stoccolma (2010), Amburgo (2011), Vitoria-Gasteiz (2012), Nantes (2013), Copenaghen (2014), Bristol (2015), Lubiana (2016), Essen (2017) e Nimega (2018). Tre città hanno vinto un premio quale European Green Leaf. Nel 2015 – il primo anno della competizione – Mollèt del Valles (Spagna) e nel 2016 Torres Yedras (Portotelo) hanno ricevuto il premio. Non è solo la quantità di verde pubblico presente nei parchi l’indicatore che determina il vincitore. La giuria (composta da rappresentanti della Commissione europea, del Parlamento europeo, del Comitato delle regioni, dell’Agenzia europea dell’ambiente, dell’ICLEI – Governi Locali per la Sostenibilità, dell’Ufficio del Patto dei Sindaci e dell’Ufficio europeo dell’Ambiente) valuta le candidature sulla base di ben 12 indicatori: cambiamenti climatici e interventi di mitigazione/adattamento; trasporti locali; aree urbane verdi e uso sostenibile del territorio; natura e biodiversità; qualità dell’aria; inquinamento acustico; produzione e gestione dei rifiuti; gestione delle risorse idriche; trattamento delle acque reflue; ecoinnovazione e occupazione sostenibile; rendimento energetico; gestione ambientale integrata. Alla luce di tutte queste informazioni, chi secondo voi è stata promossa? Il Premio European Green Capital 2018 è stato assegnato alla città olandese di Nimega. Il titolo di European Green Leaf per il 2017 è stato invece conferito alla città di Galway, Irlanda. Speriamo che una città italiana riesca prima о poi a conquistare questo ambito titolo e a creare così un precedente da perseguire al fine di rendere i nostri paesaggi sempre più accessibili, accoglienti e vivibili.

Articolo pubblicato sulla rivista “il vivaista –sguardo trimestrale sul vivaismo” da Francesca Giurranna

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