Biciclettata Verde: itinerario culturale

Pistoia nasce come “Castrum” romano sull’ultima propaggine dei colli appenninici ed ancora ne rimangono i segnali nella prima cerchia di mura.
Il dominio Longobardo ci lascia il gioiello di una piazza interna cuore oggi, della “movida” cittadina che attira giovani dalle città limitrofe. L’ampia Piazza del Duomo raccoglie i principali edifici storici, simboli del braccio secolare e della potenza della Chiesa medievale.
La periferia a nord ascende su declivi costellati da splendide ville barocche, mentre l’ubertosa pianura fa di Pistoia la capitale europea del verde, con i suoi famosi vivai.
E’ in questo contesto che pedalare per la città “Capitale Italiana della Cultura 2017” è un’immersione nelle sue suggestioni artistiche, cromatiche, paesaggistiche ed è in grado di proporre attraverso la cultura del verde e del paesaggio il suo personale stile di vita.
La partenza è da piazza S. Leone su cui si affaccia l’omonima chiesa: totalmente adornata in stile barocco a differenza della maggior parte delle chiese pistoiesi, viene definita dagli esperti la “Cappella Sistina toscana” per la magnificenza dei suoi affreschi.
Lasciata la piazza, si incontra una delle maggiori espressioni del cromatismo romanico toscano: la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, che racchiude al suo interno la Visitazione di Luca della Robbia della metà del XV sec. e il pulpito di fra’ Guglielmo da Pisa del 1270.
Attraversato il centro storico e superato il Teatro Manzoni, dalla caratteristica struttura di teatro all’italiana acquisita con gli interventi di restauro nella prima metà dell’Ottocento, si passa da piazza Treviso, conosciuta dai pistoiesi come la “barriera”, appellativo rimasto per la presenza di un cancello, che fino ai primi anni del Novecento delimitava l’ingresso in città dalla periferia e dalla stazione.
Si giunge quindi al Giardino di piazza della Resistenza (piazza d’Armi), utilizzato fino alla metà del Novecento per esercitazioni militari e alla Fortezza Santa Barbara.
Nata nel 1331 per volontà dei fiorentini, come fortilizio per controllare la città e i pistoiesi, la Fortezza conserva oggi solo il torrione o “mastio” dell’originaria struttura, che nel XVI secolo fu interamente trasformata da Cosimo I de’ Medici che incaricò Bernardo Buontalenti del suo ingrandimento e del suo collegamento alla terza cerchia muraria della città, ancora visibile nel tratto di viale Arcadia.
Uscendo dal centro storico in direzione di Valdibrana, si costeggia il Parco della Rana, ampia area verde dotata di impianti sportivi e area giochi attrezzata per bambini, per giungere poi alla Villa Puccini di Scornio, prima sosta del percorso.
La costruzione avviata ai primi del Settecento da Tommaso Puccini, medico del Granduca di Toscana Cosimo III de’ Medici, fu completata in stile neoclassico nell’ottocento.
Luogo privilegiato degli incontri con i maggiori letterati ed intellettuali dell’epoca, ospita oggi la scuola di musica e danza della città.
Scendiamo lungo via Dalmazia, per dirigersi di nuovo verso il centro della città, in direzione del giardino di Monteoliveto, nato dal recupero di un originario impianto sportivo (sosta per un approfondimento sul tema) e di piazza San Francesco, storica sede delle principali manifestazioni cittadine, riqualificata nel periodo napoleonico, quando nella sua parte rialzata venne edificato un Pantheon per celebrare personaggi illustri. Una nuova sosta per godere della maestria della Banda Musicale Borgognoni.
Proseguendo per Viale Matteotti, ci immettiamo nella ciclabile che ci porta all’ultimo punto di sosta: il Giardino Volante parco di arte ambientale dedicato soprattutto ai bambini e popolato da sculture-gioco che ripropone nel suo schema interno l’anatomia reticolare di una foglia, con una serie di camminamenti in pietra che simulano le nervature linfatiche e che consentono di passeggiare sprofondati nel verde di oltre 8.000 metri quadrati e al Giardino del Padiglione di Emodialisi eccellente esempio di “verde terapeutico”.
Nel giardino sono collocate opere di artisti contemporanei di fama internazionale (Buren, Karaven, LeWitt, Morris, Nagasawa, Parmiggiani e Ruffi).
Proseguendo per via delle Pappe e via Pacini è possibile ammirare il fregio in terracotta invetriata dell’Ospedale del Ceppo, opera di Santi Buglioni e Giovanni Della Robbia raffigurante le opere di Misericordia e completato a più riprese nel corso del XVI secolo. Il percorso si conclude quindi con l’ingresso in Piazza del Duomo, essenza della “civitas” al culmine della potenza della città.

 

 

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