Vestire il paesaggio di verde conviene

Ritmi serrati tra relazioni, presentazioni, vivai e tante, tante piante. È “Vestire il Paesaggio”, meeting  internazionale svoltosi dall’11 al 17 giugno, giunto alla quarta edizione, a metà tra kermesse e convegno, organizzato dalla Provincia di Pistoia per promuovere il distretto vivaistico nello specifico e la cultura del verde e del paesaggio nel suo  complesso.
Tanti i temi emersi durante simposi e incontri di questa edizione, tra cui quello, bollente quanto il clima torrido  di questo inizio d’estate, legato alla cecità di molti amministratori verso una dimensione del verde urbano che offre ampi scenari di sviluppo e che, se fatta crescere, porterebbe a considerevoli risparmi nella spesa pubblica.

L’albero nel portafoglio
L’aumento netto della qualità di vita nelle città grazie al verde è stato il fulcro della Lectio Magistralis di  Francesco Ferrini, preside della Scuola Agraria dell’Università di Firenze, durante il convegno “Dalla Cultura del Verde alla Cultura del Paesaggio”, che ha messo in luce quanto piantare un albero sia più redditizio di quanto possa costare. Le piante sono fattori di benessere: implementare anche solo del 3% il patrimonio verde nazionale permetterebbe di economizzare 4,5 miliardi di Euro sul fronte sempre “caldo” della sanità.
Un esempio? La messa a dimora di arbusti ai lati delle strade permetterebbe l’assorbimento di molti agenti inquinanti con il vantaggio di intercettare quelli che si diffondono all’altezza di bocca e narici. Ciro Degl’Innocenti, dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini, sottolinea poi la necessità di un contratto di coltivazione tra vivaisti e Pubblica Amministrazione che dovrebbe prevedere una fornitura di alberi con garanzia di attecchimento e cure per i primi 3-5 anni. Ciò permetterebbe di programmare il rinnovo delle alberate cittadine, ormai annose e compromesse, il cui turn over dovrebbe passare dai 60 ai 40 anni.

Paesaggi che si rinnovano
L’agronomo Laura Gatti, curatrice del verde del grattacielo Bosco Verticale progettato dall’architetto Boeri a Milano, conferma che c’è un’evoluzione in atto nel paesaggio: aree degradate, rigenerate, assumono nuove funzionalità che hanno successo perché, attirando il pubblico, catalizzano la socializzazione e fanno aumentare il numero delle attività commerciali e le vendite al dettaglio.

Orti rialzati e giardini terapeutici
Si rinnovano anche classiche attività come l’orto: grande ammirazione ha suscitato quello in esposizione da Piante Mati, rialzato in cassoni, dove crescono verdure, anche di varietà
curiose, che vengono poi proposte, con i loro profumi e colori, nel menù del ristorante posizionato all’interno del vivaio stesso. Interessante anche la possibilità, illustrata da Francesco Mati, di creare giardini terapeutici per persone affette dal morbo dì Alzheimer e demenza senile con piante che stimolano la memoria e i cinque sensi: famosi gli healing garden frutto degli studi di Roger Ulrich, docente tedesco di Architettuга, e gli ospedali britannici circondati dal verde.
Le dense giornate di “Vestire il Paesaggio” hanno toccato fondamentali aspetti degli spazi verdi pubblici e privati, in un percorso in grado di coinvolgere architetti e paesaggisti.
Ma i partecipanti hanno potuto soprattutto ammirare, in una zona storicamente vocata alla coltivazione di specie ornamentali, le infinite distese di piante, molte potate a forma, in corridoi perfettamente ordinati proposte da vivai di enormi dimensioni che non si rivolgono al mercato italiano, ma a quello internazionale. Meli e peri a candelabro e a spalliera, già carichi di frutti, destinati ad esempio al cliente francese, che ne comprende ed è disposto a pagarne il valore.

Coltivazioni biodiverse e mercato globale
Alberi, piante e fiori vivono in stretta relazione con l’ambiente. Durante il convegno nella Sala Maggiore ne ha parlato Michele Scotton, del dipartimento di Agronomia dell’Università di Padova, suggerendo di utilizzare, per gli spazi verdi recuperati, sementi prelevate da specie autoctone. Le visite in vivaio durante la settimana pistoiese hanno poi permesso a giornalisti ed esperti di osservare una coltivazione sperimentale di varietà di viti che non richiedono trattamenti, nell’ottica di diminuire sempre più l’utilizzo di pesticidi di sintesi e conciliare la produzione con il rispetto per la salute e l’ambiente. Per la vasetteria poi, oltre la fibra di cocco che va sostituendo la torba anche nella coltivazione di specie arboree di grandi dimensioni come quelle proposte dal Pistoia Nursery Park, si sperimentano substrati che provengono da materiali di risulta come la fibra di legno e concimi di nuova generazione, a base di funghi, alghe e batteri, capaci di rafforzare il sistema immunitario delle piante.

Pistola Green Capital
Il meeting internazionale si è chiuso sabato 17 giugno con una tavola rotonda in cui il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli ha illustrato l’intenzione della città di proporsi come laboratorio nazionale di verde urbano e creare un sistema di grandi parchi storici collegati da nuove aree green, progetto che darebbe corpo alla candidatura per il titolo di Capitale Europea del Verde.

 

Articolo pubblicato sulla rivista “Il Floricultore” dalla giornalista Daniela di Matteo

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