La Villa e il parco Puccini di Scornio

La villa, iniziata nei primi anni del Settecento per il dottor Tommaso Puccini dall’architetto Francesco Maria Gatteschi, era stata ristrutturata in stile neoclassico da Giuseppe Puccini, padre di Niccolò, su progetto dell’architetto Ferdinando Bonsignore e sotto la direzione dell’architetto Cosimo Rossi Melocchi. Giuseppe era stato costretto a ritirarsi in campagna dalle complesse vicende politiche di quegli anni, seguite alla discesa di Napoleone in Toscana, che lo coinvolsero fino al punto di essere incarcerato con l’accusa di aver prestato denaro ai Francesi. Gli interventi di ripristino avevano interessato anche il giardino all’italiana, destinato alla coltivazione degli agrumi, collegato già nel 1775 alla villa con una scalinata progettata dell’architetto Giuliano Gatteschi. La testimonianza della ristrutturazione del Rossi Melocchi è ancora apprezzabile nel prospetto della limonaia che guarda la villa sul lato orientale. Morto Giuseppe, nel 1818, la vedova Maddalena Brunozzi con il figlio Domenico avevano portato avanti il progetto di un grande bacino artificiale, ancora in corso d’opera nel 1824, quando Domenico morì e Niccolò assunse la direzione dei lavori. Durante il corso di tutta la vita egli continuò incessantemente a dedicarsi a quella che fu sempre la sua dimora ed il suo quartier generale, il luogo privilegiato degli incontri con i maggiori letterati ed intellettuali dell’epoca, proseguendo l’allestimento del parco romantico, che si andrà ampliando fino a raggiungere, alla metà dell’Ottocento, la ragguardevole estensione di circa 123 ettari. Il piccolo feudo dal quale il magnanimo signore di Scornio promosse la sua attività filantropica, politica ed educatrice venne allestito secondo le suggestioni dei giardini all’inglese che egli aveva potuto ammirare nei suoi viaggi in Europa, dove natura e artificio si fondevano a generare le suggestioni del sublime, tra specchi d’acqua, rovine classiche, castelli e torri medievali. Lungo i percorsi del giardino furono disseminati nel corso degli anni 46 “monumenti” – edifici, statue, colonne, e numerose epigrafi – portatori di messaggi encomiastici ed educativi. I temi patriottici, la riflessione morale, la celebrazione degli uomini illustri, ed in generale l’impegno politico del Puccini in nome della giustizia e della libertà trovarono piena espressione nel suo giardino, che si apriva al popolo durante le giornate estive della Festa delle Spighe, insolita contaminazione di antichi riti pagani propiziatori della fertilità dei campi, cristiane processioni e litanie verso il colle del Romitorio e del Calvario, gare e giochi volti ad educare il popolo. Dopo la morte del Puccini ed il successivo smembramento delle proprietà che furono vendute all’asta secondo le sue volontà testamentarie, molti dei monumenti del giardino hanno subito un irreversibile degrado. La villa con una parte del parco comprendente il lago grande con l’isola è di proprietà comunale ed è oggi sede della “Scuola di Musica e di Danza Teodulo Mabellini”, gestita dall’Associazione Teatrale Pistoiese. Il parco costituisce un vero polmone verde alle porte della città; dalla villa partono sentieri ombrosi che raggiungono il lago grande di Scornio, e lungo i percorsi, attraverso le fronde di alberi secolari, si può godere di scorci suggestivi sugli originari monumenti del giardino: il Tempio gotico diroccato, il Castello gotico con il monumento a Francesco Ferrucci, il Panteon agli uomini illustri. Costeggiato il lago, si può raggiungere la strada statale all’altezza di Capostrada, dove sorge la statua da poco restaurata di Linneo, botanico a cui è dedicato il giardino. Proprio dal suo ritratto in terracotta deriva il toponimo “Legno Rosso”. Il percorso può proseguire fuori dall’area di proprietà comunale, toccando alcuni degli edifici monumentali, molti dei quali, seppure trasformati in abitazioni private, hanno conservato il loro antico fascino. Si possono ammirare la Palazzina dei Promessi Sposi, il Ponte Napoleone, la Torre di Catilina, estremo confine settentrionale del giardino, sulle pendici della Collina, la chiesetta del Romitorio, che ospitò le tombe di Niccolò Puccini e della madre Maddalena, la statua della Madonna delle Vigne e la Podesteria, fino a rientrare verso la villa dalla via di Valdibrana, fiancheggiando le limonaie del settecentesco giardino degli agrumi, attualmente in corso di restauro.

Articolo di Laura Dominici (Associazione culturale “Mirabilia” di Pistoia).

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