Grandi Giardini Italiani compie 20 anni

Grandi Giardini Italiani festeggia 20 anni dalla sua fondazione, un network di luoghi unici e straordinari allo stesso tempo. Oggi ben 124 giardini fanno parte del network, molte le cose fatte in questi anni; ripercorriamole assieme.

Sembra ieri che scrivevo il mio primo articolo su Grandi Giardini Italiani, era il 2007 in occasione del suo decimo compleanno e oggi siamo a qui a festeggiare i sui 20 anni dalla sua fondazione quando nel 1997 si registravano nel suo network solo 12 splendidi giardini: Villa Favorita (Lugano, CH), Villa Arvedi (Grezzana, VR), Parco della Villa Pallavicino (Stresa, VB), Villa Cicogna Mozzoni (Bisuschio, VA), Villa Trissino Marzotto (Trissino, VI), Castello di Vignanello (Vignanello, VT), Palazzo Grifoni Budini  -Gattai (Firenze), Giardino Corsini al Prato (Firenze), Villa Medici Giulini (Briosco, MB), Palazzo Fantini (Tredozio, FC), Palazzo Patrizi (Bracciano, RM), La Mortella (Isola d’Ischia, NA). In questi anni molte cose sono state fatte dagli allestimenti nelle più importanti fiere dal Chelsea Flower Show di Londra del 2001 con l’allestimento intitolato “Il Giardino dei pomi dorati”, progettato da Emanuele Bortolotti, che ha vinto il Terzo Premio per il miglior allestimento, alla partecipazione nel 2011 con il proprio stand alla manifestazione Euroflora di Genova. Diversi sono stati i libri pubblicati e molte le iniziative legate ai giardini, da “In Nome della Rosa” per la promozione dei più bei roseti nei giardini del network, alla”Caccia al Tesoro Botanico Grandi Giardini Italiani”: evento organizzato in oltre 30 giardini del network durante la giornata di Pasquetta. E i più recenti del 2016 come “Giardini di Porpora”, il percorso per promuovere i 14 giardini che hanno le migliori fioriture di acidofile e “I Boschi incantati di Husqvarna” dedicato al foliage, al quale partecipano oltre 30 giardini. E poi ancora i percorsi divisi per regione dal Piemonte alla Svizzera dalla Lombardia al Lazio. Oggi sono iscritti a Grandi Giardini Italiani sono ben 124 giardini e fanno parte delle new entry: Parco delle Terme di Levico (Levico Terme, TN), Giardino della Rosa (Ronzone, TN), Parco Comunale Angelo e Lina Nocivelli (Verolanuova, BS), Villa Badia (Sezzadio, AL), Villa Grock (Imperia), Palazzo Colonna (Roma), Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’Arte (S.Giovanni La Punta, CT), Casa Cuseni (Taormina, ME), Villa Tasca d’Almerita (Palermo) e Tenuta Regaleali (Sclafani Bagni, PA). Ecco cosa ci racconta Judith Wade, fondatrice di Grandi Giardini Italiani: Nei 1997, anno di fondazione, il primo scopo era quello di far conoscere al largo pubblico in Italia e all’estero l’immenso patrimonio artistico e botanico dei giardini Italiani. Non esisteva una vera promozione organizzata e permanente a livello nazionale per questo versante del turismo, così importante per l’Italia. All’epoca il turismo culturale che riguardava i grandi giardini era considerato erroneamente dai più come un ramo minore, nonostante il clima favorevole e la stupefacente offerta di giardini visitabili. Il secondo scopo era quello di mettere a confronto i sistemi di gestione delle singole proprietà, per creare modelli utili, adatti a migliorare sia lo stato di manutenzione che la valorizzazione dei giardini. Negli anni ’70 era considerato innovativo inserire modelli di gestione presenti in altri tipi di imprese, la vera sfida era, ed è, sviluppare modelli di marketing legati alla realtà di questo settore. Il terzo scopo era quello di creare una rete efficiente, per far circolare più velocemente know how prezioso tra le singole proprietà. Sono stati utilissimi gli esempi (le famose case histories) che sono stati divulgati ed illustrati da chi li ha creati ed applicati con successo. Non è mancato anche un effetto positivo di imitazione: forti dell’esperienza dell’uno, anche altri aderenti al network hanno capito che investendo in personale ed in eventi si poteva creare un sistema virtuoso di autofinanziamento. Il quarto scopo era quello di rendere l’offerta meno elitaria ed esclusiva, per includere un pubblico decisamente più ampio. È indiscutibile che la crescita esponenziale in termini numerici dei visitatori nei Grandi Giardini italiani in vent’anni non sia frutto di un fatto “naturale”, bensì del miglioramento dei servizi di accoglienza e della creazione di eventi e percorsi didattici. Il quinto scopo era quello di far riscoprire, a chi gestisce i giardini, l’insostituibile ruolo “creativo”. Anticamente i giardini erano luoghi dove venivano organizzati concerti, teatro, feste e dove venivano curati spettacolari giochi d’acqua e fioriture. I giardini erano popolati da attori, danzatori, musicisti e da un esercito di creativi. Oggi nei Grandi Giardini italiani si organizzano più di 700 eventi all’anno, ognuno dei quali nasce dalla vena creativa delle proprietà e delle loro équipes: c’è una regia, c’è un calendario di eventi. I giardini sono tornati nel baricentro della vita culturale del nostro Paese. Il sesto scopo era quello di creare posti di lavoro qualificati in grado di sostenere la crescita delle proprietà, diventate a loro volta delle piccole imprese. Oggi vedo con gioia giovani preparatissimi ed appassionati che hanno scelto come lavoro stabile quello di operatori culturali. Mi piace pensare a Grandi Giardini Italiani come a una fabbrica della creatività diffusa su tutto il territorio Italiano, dove migliaia di persone sono impegnate tutto l’anno nel valorizzare i giardini italiani. E nel fornire un valore aggiunto a chi li visita. In questi 20 anni mi sono dedicata “full time” all’iniziativa Grandi Giardini Italiani e sono felice di vedere che il network è diventato un punto di riferimento sia per chi ci lavora sia per chi visita questi splendidi luoghi sempre più vitali e creativi. Vent’anni fa non avrei mai sperato tanto, e oggi non posso che constatare che qualche volta i sogni si realizzano “. 

Cari auguri di Buon compleanno Grandi Giardini Italiani e grazie di cuore a Judith Wade che hai saputo in questi anni valorizzare l’immenso patrimonio verde del nostro territorio con passione, dedizione e un certo “fair play” inglese che non guasta mai. Grazie poi per averci fatto conoscere personaggi illustri: i tuoi cari proprietari di giardini, che con grande sforzo mantengono costantemente belli i loro “gioielli verdi” e li condividono con noi appassionati di giardini storici e non solo. 

Articolo pubblicato sulla rivista “Lineaverde” (gen/febb 2017) da Silvia Vigé

20171114100319 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *