Il vivaismo pistoiese e le nuove sfide

In occasione della visita organizzata dall’Associazione Vivaisti Italiani a Pistoia è emerso come nelle piante, l’elemento qualità, è diventato meno importante di altri obiettivi quali quelli legati alla naturalità, all’impatto sulla salute e sull’ambiente, alla riduzione delle risorse, alle conseguenze sociali ed ambientali dei processi di distribuzione e consumo.

Il viaggio per la stampa organizzato  dall’Associazione Vivaisti Italiani è stato finalizzato a far conoscere le aziende della filiera produttiva vivaistica pistoiese, con l’obiettivo di condividere i mutamenti di un comparto in piena maturazione ed evoluzione. II vivaismo fa parte della storia di Pistoia, si è sviluppato in virtù delle caratteristiche geografiche e ambientali del territorio e si è via via specializzato verso una produzione di eccellenza sia in termini di qualità che di varietà, favorita da un altissimo livello professionale delle risorse umane. Il concetto di qualità oggi tuttavia evolve inesorabilmente verso aspetti legati alla naturalità, all’impatto sulla salute e sull’ambiente, alla riduzione delle risorse, alle conseguenze sociali ed ambientali dei processi di distribuzione e consumo. In questo scenario, nuove strategie imprenditoriali, che non possono prescindere da ricerca e innovazione, si impongono. Quando si parla di vivaismo pistoiese oggi, si parla infatti anche di robotica, di meccanizzazione di processi produttivi, di sensoristica, di domotica, di gestione efficiente della risorsa idrica, di fitopatologia avanzata, di logistica integrata e di tracciabilità. Ma le nuove problematiche ambientali e sociali che integrano i processi di produzione e di gestione, presuppongono conoscenze e competenze ampie ed un’azione unitaria e coordinata, che coinvolga, oltre che le imprese della filiera, anche gli attori sociali pubblici e privati. Questa consapevolezza ha ispirato l’attività finora svolta dall’Associazione Vivaisti Italiani e delineato l’ambiziosa agenda futura.

Rischi fitosanitari
L’intensificazione degli scambi internazionali ha innegabilmente aumentato il rischio fitosanitario. Per quanto possa sembrare ovvio, è necessario premettere che la salute delle coltivazioni deve essere primaria preoccupazione, ed è naturale che una parte significativa delle risorse, umane e economiche, sia dedicata a preservarla. Una corretta e trasparente comunicazione sulle buone pratiche di controllo già adottate e sui progetti operativo-programmatici che le completeranno, permetterà anche ai fruitori dei prodotti vivaistici, di sentirsi adeguatamente tutelati. Le aziende dell’Associazione hanno aderito ad un progetto sperimentale di autocontrollo per la sorveglianza fitosanitaria, coordinato dalla Regione Toscana e dal Servizio Fitosanitario Regionale e complementare all’attività routinaria di quest’ultimo. Si tratta di un progetto ad adesione volontaria, che prevede uno schema programmatico capillare di interventi di monitoraggio, registrazione, analisi, e comunicazione che garantisce, tra l’altro, la perfetta tracciabilità della produzione. Per implementarlo, importanti accordi di collaborazione sono stati siglati con le Università di Firenze e Pisa, con Centri di Ricerca Specializzati e con l’AsI in virtù dei quali le aziende socie hanno accesso prioritario a analisi di laboratorio che consentono loro di avere esiti immediati in presenza di sintomatologie sospette. Attraverso le collaborazioni già  prese con le citate Università, oltre che con il Centro di Comunicazione Generativa di Firenze, con il Distretto Vivaistico Ornamentale di Pistoia e con l’Accademia dei Georgofili di Firenze, l’Associazione sta lavorando alla creazione di un gruppo di lavoro Tecnico-Scientifico permanente che ci consenta di prevenire o, in seconda istanza, di contenere e neutralizzare rapidamente, le minacce fitosanitarie future. Ma tutto questo non basta, è necessario rafforzare la collaborazione, già proficua, con gli enti preposti al controllo e investire maggiormente sulla ricerca, soprattutto in campo genetico, e sulla formazione. Il progetto del l’Associazione si svilupperà concretamente partendo da due organismi importanti già operativi a Pistoia: – per la ricerca, il Ce.Spe.Vi, il Centro Sperimentale sul Vivaismo; – per la formazione, l’Uniser, il Polo Universitario, attraverso corsi di studio adeguati allo scenario competitivo attuale, atti a creare figure professionali ad altissima qualificazione. “Abbiamo premesso – dice Vannino Vannucci Presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani – che l’intensificarsi degli scambi internazionali, reca con sé dei rischi, ma ovviamente non ci affianchiamo a coloro che propongono misure straordinarie per limitarli.” La soluzione ai problemi fitosanitari è la ricerca, il rigore delle procedure, il controllo sistematico, inteso come controllo organizzato dell’intera rete. “La tutela della salute delle piante – ha concluso Vannucci – non deve essere la scusa per attuare misure protezionistiche, che non aiutano in alcun modo a vincere la sfida della competitività, ma al contrario annullano i fattori positivi che il commercio globale offre in termini di accresciuta produttività e redditività.” Durante la visita è stato possibile prendere visione delle tecniche di produzione ecocompatibili attuate, delle modalità di monitoraggio e prevenzione in vivaio nonché delle tecniche di difesa e di eradicazione dei parassiti delle piante. In particolare sono state esaminate tutte le fasi del processo produttivo delle piante ornamentali: dalla riproduzione, alla coltivazione in vaso sia in piena aria che in serra ed infine nelle coltivazione in pieno campo ed in vaso degli esemplari pronti per essere messi a dimora nei parchi e nei giardini. Nell’ultima giornata è stato possibile visitare il laboratorio del Servizio  Fitosanitario della Regione Toscana con sede a Pistoia dove il Dr. Rizzo (responsabile del Laboratorio) ed il Dr. Drosera (Dirigente del Servizio Fitosanitario) hanno mostrato le strumentazioni disponibili e le modalità di analisi fitosanitarie che vengono realizzate. In particolare è stato evidenziato che vi sono controlli obbligatori effettuati dagli ispettori fitosanitari sui parassiti oggetto di attenzione e controlli volontari effettuati direttamente dalle aziende o su loro richiesta dai tecnici del Servizio. 

Articolo pubblicato sulla rivista “Lineaverde” da Renato Ferretti

II vivaismo pistoiese.

 

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