Cura del verde esistente e nuovi impianti razionali: un investimento sicuro

Realizzare impianti razionalmente progettati e bene eseguiti non può essere considerato un costo inutile, ma al contrario un investimento ambientale.

Se andassimo col pensiero a quante volte, soprattutto nel verde ambientale sia pubblico che privato, si è dovuto ricorrere anche poco tempo dopo la realizzazione di nuovi impianti arborei od arbustivi, alla sostituzione anche solo parziale di nuove giovani piantagioni oppure all’abbattimento di piante già cresciute, viene da chiedersi il perché si continuano a verificare danni economico-ambientali tanto evidenti e costosi. Purtroppo noi uomini moderni, su molte cose pensiamo veramente poco, osserviamo ancora meno e cerchiamo di fare tutto sempre più in fretta, cercando di evitare le attività che prevedono molto impegno, l’impiego di tempo, di fatica fisica e soprattutto di denaro anche se  ben speso, finendo per rinviare, non eseguire o compiere malamente gran parte degli interventi più utili e necessari per le piante, soltanto perché maggiormente impegnativi e dispendiosi. Al contrario, per il verde di ogni tipologia esistente, questi interventi di manutenzione e cura anche impegnativi sono spesso indispensabili, soprattutto per far fronte alle sue esigenze naturali che almeno ogni operatore addetto alla cura del verde deve conoscere e capire, osservando con attenzione le diverse situazioni che continuamente sì presentano, perché le piante non parlano ma se osservate opportunamente da chi è in grado di capirne le esigenze e di aiutarle, dimostrano chiaramente ogni loro necessità sollecitando l’intuizione del manutentore e senza la scusante dei soliti rinvii, una rapida esecuzione degli interventi più importanti. Pertanto, bisogna considerare che tutte le piante se mantenute in salute ed in quantità sempre maggiore su tutti i territori in grado di ospitarle, rappresentano come da sempre si sarebbe dovuto capire e credere, non un solo costo materiale da sostenere, ma un reale investimento per l’intera umanità, essendo in grado di recare i maggiori benefici naturali a favore di tutti gli altri organismi viventi, con l’uomo certamente primo beneficiario. Questo perché solo le piante sono in grado di trasformare per via naturale, tante delle porcherie che l’uomo e tutti gli altri esseri viventi producono o diffondono, in sostanze certamente utili ed anche indispensabili per la vita di tutti, favorendo la purificazione dell’aria soprattutto con la trasformazione della C02 in ossigeno ed altro ancora, agendo come filtro naturale per il contenimento delle polveri sottili, la riduzione notevole dell’ormai insopportabile inquinamento ambientale generale, la riduzione del rischio di frane e di alluvioni nelle zone più soggette, la mitigazione degli eccessi climatici soprattutto negli attuali molto caldi periodi estivi ed infine producendo gli alimenti basilari per il sostentamento di tutti gli altri organismi viventi. Quindi deve finalmente prevalere il concetto che la presenza del verde in generale ed il suo mantenimento, non devono essere considerati come un impegno marginale e facoltativo od una spesa continua a cui far fronte obbligatoriamente senza il vantaggio di risultati positivi come da molti sembra essere considerato, ma al contrario un reale investimento in grado di recare subito frutti consistenti che aumenteranno soprattutto negli anni futuri. Per ottenere con maggiori possibilità di successo questi risultati importanti, il concetto evidenziato deve acquisire sempre maggiore importanza ed essere già trasmesso fino dall’età scolare e con maggiore decisione e chiarezza a tutti i giovani ragazzi, al fine di renderli subito
coscienti della importanza vitale che il verde rappresenta per l’intera comunità, senza attendere che diventino adulti e con gli stessi concetti negativi di chi li ha preceduti. A questo punto emerge per prima cosa la necessità che ogni manutentore professionale del verde ed anche il comune manutentore del proprio giardino, siano in grado di capire quando le piante presentano i veri principali problemi, soprattutto quelli di natura sanitaria come le forme patologiche di varia natura o quelli conseguenti ad errori o danni provocati da interventi male eseguiti in precedenza su parti della vegetazione ( radici e colletti, fusti e ramaglie ) o nel suolo che la ospita o nelle immediate adiacenze. Purtroppo, ciò che ancora oggi si deve riscontrare esaminando attentamente le condizioni di vita in cui si trovano in genere a vegetare le piante, non sono tanto le vere e più vecchie patologie che possono sempre aggredirle direttamente ed anche quelle più recenti importate già più volte a causa della imperante globalizzazione, ma più spesso si tratta di problemi che derivano dai lavori su di esse male eseguiti o dai vari danneggiamenti che spesso finiscono per favorire anche l’introduzione e la diffusione delle comuni patologie anche molto gravi. Proprio per questo si deve prestare la massima attenzione a come ci si muove attorno le piante ed a come si deve reagire nei casi citati di errate manutenzioni o di danneggiamenti anche non voluti. In ogni caso, le prime cose da fare una volta identificato un problema e le cause che lo hanno provocato, ricorrendo sempre nei casi dubbi ai Servizi Fitosanitari del territorio, consistono nell’agire rapidamente per rimediare subito a quanto accaduto, evitando così l’aggravarsi del male già esistente. Quindi, solo nel caso di vere patologie diagnosticate e soprattutto di quelle più gravi, ricorrere a tutti i mezzi di difesa conosciuti, soprattutto di natura agronomica-meccanica od a quelli chimici ancora permessi dalla legislazione, al fine di bloccarle sul nascere e non permetterne la diffusione. In tutti gli altri casi di danneggiamento o di lavori effettuati sulle piante, che possono facilitare la penetrazione delle patologie già presenti o di possibile introduzione, occorre agire sempre rapidamente per correggere i tagli male eseguiti (soprattutto con le potature spesso anche inutili od irrazionali), per aggiustare le ferite più varie, gli strappi di rami o branche, i crolli di grossi rami provocati spesso dalle intemperie, i danni meccanici soprattutto ai colletti od ai primi tratti dei fusti a seguito del taglio maldestro delle infestanti o dai fattori climatico-ambientali avversi sui giovani fusti. Ogni taglio nuovo o lesione individuata e correttamente ripristinata con l’asportazione di tutto il tessuto marcescente più o meno canceroso, deve essere comunque disinfettato almeno sulla superficie direttamente interessata e ripristinata, al fine di evitare sia la penetrazione di forme patologiche nuove che di bloccare la diffusione ulteriore di quelle eventualmente già presenti. Quando per le ragioni più sopra esposte, riguardanti una scorretta o non effettuata manutenzione adeguata, le aggressioni parassitarie più gravi instauratesi all’interno dei tessuti vegetali, dovessero provocare la morte degli esemplari aggrediti, diventa sempre indispensabile il loro rapido abbattimento e la relativa completa distruzione di tutti i residui vegetali che dovrà comprendere anche le ceppaie e per quanto possibile gli apparati radicali, al fine di evitare la facile trasmissione del male anche per via radicale alle altre piante situate in vicinanza. In adiacenza alla buca che rimane al posto della o delle piante abbattute, evitare di ripiantare altri esemplari per qualche tempo, anche dopo la eventuale sostituzione e disinfezione del suolo. Pertanto, la vera professionalità in materia, ancora oggi in genere scarsamente riscontrabile, deve essere maggiormente ricercata e con insistenza, tanto che ogni Dirigente del verde sia nel settore pubblico che in quello privato (come le varie imprese più o meno private che si propongono per i lavori di manutenzione), deve assolutamente pretenderla per qualsiasi addetto ai lavori di giardinaggio che già deve gestire quotidianamente o che successivamente gli verrà assegnato. Quindi, chi non risulta sufficientemente in grado di assolvere professionalmente questi compiti tanto delicati, non può essere impiegato nei lavori di impianto e manutenzione del verde, ma deve essere sostituito da chi è già in possesso dei requisiti tecnici per eseguirli correttamente od essere inserito preventivamente nei corsi anche accelerati di formazione che già preparano i prossimi addetti ai lavori nel settore del verde ed alla vera professione di tecnico giardiniere, mediante la programmazione e l’applicazione pratica di standard professionali e formativi. Quanto sopra dovrà essere sempre più necessariamente da perseguire, perché più si commettono errori a livello progettuale e di impianto od in seguito durante le attività manutentive, più alte saranno le spese da sostenere per rimediare alle mancanze ed ai danni prodotti, di cui non sempre si riuscirà a limitarne gli effetti negativi soprattutto negli anni futuri, annullando così i vantaggi di quello che almeno da ora deve seriamente diventare un vero investimento naturale molto produttivo.

Articolo pubblicato sulla rivista “Lineaverde” Gen/Feb 2018 da Giorgio Badiali

Cura del verde.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *